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Anna Luisa
"Chicca" Richelmy nasce a Torino il 20 maggio 1959. Appartiene ad
un'antica famiglia torinese, tra i suoi avi figurano: l'ingegnere Prospero,
primo rettore, dal 1860 al 1880, della Scuola di Applicazione per Ingegneri di
Torino (il futuro Politecnico), il cardinale Agostino, arcivescovo della
città tra il 1897 e il 1923, il poeta e letterato Tino.
Chicca, dopo il diploma magistrale, si iscrive ad un corso per assistente sociale che frequenta per un anno, capendo però che non è il suo lavoro. Parte per Londra dove soggiornerà per circa un anno lavorando e studiando, fino al conseguimento del First Certificate of Cambridge.
Ritornata a Torino si iscrive all'Università (Storia e Critica del Cinema) e lavora come istruttrice di nuoto prima, ed educatrice poi, nei laboratori espressivi del Comune di Torino rivolti a bambini ed adolescenti, mentre con l'associazione "Semafori" fondata in ambito universitario, e di cui è presidente, promuove ed organizza eventi culturali e rassegne di danza e musica.
Nel frattempo ha cominciato a scrivere sceneggiature e girare cortometraggi e video indipendenti e per alcune case di produzione. Nel 1988, vince il premio RAITRE per il Cinema con la sceneggiatura "tre per tre", premiata a Venezia alla Mostra d'Arte Cinematografica. La RAI deve produrre il film ma dopo quasi due anni di altalenanti risposte l'azienda abbandona il progetto per, cosi la motivazione ufficiale, mancanza di fondi.
Nel 1989 scrive il testo dello spettacolo "Uomini", vincitore della terza edizione della rassegna concorso per nuovi comici "Il buttafuori". Nello stesso anno inizia la collaborazione con la RAI che continuerà, sempre con contratti a tempo determinato, sino al 2005; dapprima come redattrice radiofonica per passare quasi subito alla televisione, come programmista-regista, in trasmissioni di vario genere: documentaristiche, fiction, programmi per ragazzi, di approfondimento ecc. occupandosi anche, per alcuni di essi, di montaggio, sonorizzazione e sincronizzazione.
Intanto si è laureata con lode discutendo una tesi sui modelli della sceneggiatura e frequenta "Ipotesi Cinema" la scuola diretta da Ermanno Olmi.
Nel 1993 collabora, come autrice per alcuni programmi della mattina, con le reti Fininvest.
Dal 1999 lavora per i nascenti canali satellitari della RAI, prima per RAISAT SHOW che la impegna nelle riprese e nel montaggio di spettacoli ed interviste per la produzione di documentari e servizi dei più importanti festival e rassegne nazionali di teatro, danza e musica.
Nel 2002 passa a lavorare per RAISAT CINEMA occupandosi, sempre come programmista-regista, di trasmissioni culturali e delle maggiori manifestazioni cinematografiche nazionali.
In tutti questi anni e nei successivi, alterna gli impegni professionali con la RAI in lavori con altri enti o case di produzione realizzando documentari come quello sulla storia delle miniere di pirite della Montecatini "L'ultimo pane", o di video arte e video danza come "African Market".
Collabora con RAISAT CINEMA sino al 2005 quando, ormai stanca e delusa del precariato professionale in azienda, dove lavora da più di quindici anni, accetta la cattedra di lettere, vinta in un concorso anni prima, in una scuola media torinese.
Anche se avrebbe preferito continuare il suo lavoro di regista, si scopre un'ottima insegnante. Gli allievi amano questa professoressa sui generis che arriva dal mondo dello spettacolo e il suo modo estroso e coinvolgente di far apprendere la letteratura e la lingua italiana.
E quando i programmi scolastici lo permettono educa i ragazzi all'immagine attraverso la pittura, la fotografia e naturalmente il cinema.
Per ironia della sorte pochi mesi dopo aver lasciato la televisione, nel dicembre del 2005, le viene assegnato la prima edizione del premio RAISAT CINEMA WORLD CUT per il miglior programma dell'anno.
Continuando ad insegnare mantiene i contatti con l'ambiente cinematografico e televisivo torinese partecipando a manifestazioni, convegni e proiezioni, e nel 2007 per la casa di produzione Enarmonia è l'ideatrice e regista della nuova sigla del TORINO FILM FESTIVAL.
Sarà il suo ultimo lavoro.
Il 17 gennaio 2008 le viene diagnosticato un tumore polmonare. Il 2 aprile, dopo un breve ricovero, alle cinque del mattino muore all'ospedale San Luigi di Orbassano (TO).
Chicca, dopo il diploma magistrale, si iscrive ad un corso per assistente sociale che frequenta per un anno, capendo però che non è il suo lavoro. Parte per Londra dove soggiornerà per circa un anno lavorando e studiando, fino al conseguimento del First Certificate of Cambridge.
Ritornata a Torino si iscrive all'Università (Storia e Critica del Cinema) e lavora come istruttrice di nuoto prima, ed educatrice poi, nei laboratori espressivi del Comune di Torino rivolti a bambini ed adolescenti, mentre con l'associazione "Semafori" fondata in ambito universitario, e di cui è presidente, promuove ed organizza eventi culturali e rassegne di danza e musica.
Nel frattempo ha cominciato a scrivere sceneggiature e girare cortometraggi e video indipendenti e per alcune case di produzione. Nel 1988, vince il premio RAITRE per il Cinema con la sceneggiatura "tre per tre", premiata a Venezia alla Mostra d'Arte Cinematografica. La RAI deve produrre il film ma dopo quasi due anni di altalenanti risposte l'azienda abbandona il progetto per, cosi la motivazione ufficiale, mancanza di fondi.
Nel 1989 scrive il testo dello spettacolo "Uomini", vincitore della terza edizione della rassegna concorso per nuovi comici "Il buttafuori". Nello stesso anno inizia la collaborazione con la RAI che continuerà, sempre con contratti a tempo determinato, sino al 2005; dapprima come redattrice radiofonica per passare quasi subito alla televisione, come programmista-regista, in trasmissioni di vario genere: documentaristiche, fiction, programmi per ragazzi, di approfondimento ecc. occupandosi anche, per alcuni di essi, di montaggio, sonorizzazione e sincronizzazione.
Intanto si è laureata con lode discutendo una tesi sui modelli della sceneggiatura e frequenta "Ipotesi Cinema" la scuola diretta da Ermanno Olmi.
Nel 1993 collabora, come autrice per alcuni programmi della mattina, con le reti Fininvest.
Dal 1999 lavora per i nascenti canali satellitari della RAI, prima per RAISAT SHOW che la impegna nelle riprese e nel montaggio di spettacoli ed interviste per la produzione di documentari e servizi dei più importanti festival e rassegne nazionali di teatro, danza e musica.
Nel 2002 passa a lavorare per RAISAT CINEMA occupandosi, sempre come programmista-regista, di trasmissioni culturali e delle maggiori manifestazioni cinematografiche nazionali.
In tutti questi anni e nei successivi, alterna gli impegni professionali con la RAI in lavori con altri enti o case di produzione realizzando documentari come quello sulla storia delle miniere di pirite della Montecatini "L'ultimo pane", o di video arte e video danza come "African Market".
Collabora con RAISAT CINEMA sino al 2005 quando, ormai stanca e delusa del precariato professionale in azienda, dove lavora da più di quindici anni, accetta la cattedra di lettere, vinta in un concorso anni prima, in una scuola media torinese.
Anche se avrebbe preferito continuare il suo lavoro di regista, si scopre un'ottima insegnante. Gli allievi amano questa professoressa sui generis che arriva dal mondo dello spettacolo e il suo modo estroso e coinvolgente di far apprendere la letteratura e la lingua italiana.
E quando i programmi scolastici lo permettono educa i ragazzi all'immagine attraverso la pittura, la fotografia e naturalmente il cinema.
Per ironia della sorte pochi mesi dopo aver lasciato la televisione, nel dicembre del 2005, le viene assegnato la prima edizione del premio RAISAT CINEMA WORLD CUT per il miglior programma dell'anno.
Continuando ad insegnare mantiene i contatti con l'ambiente cinematografico e televisivo torinese partecipando a manifestazioni, convegni e proiezioni, e nel 2007 per la casa di produzione Enarmonia è l'ideatrice e regista della nuova sigla del TORINO FILM FESTIVAL.
Sarà il suo ultimo lavoro.
Il 17 gennaio 2008 le viene diagnosticato un tumore polmonare. Il 2 aprile, dopo un breve ricovero, alle cinque del mattino muore all'ospedale San Luigi di Orbassano (TO).